Inchiostrazione a pennino: ecco un esercizio efficace! =P

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Oggi volevo farvi vedere un esercizio d’inchiostrazione in cui mi diletto spesso, quando magari sento di aver perso la mano col pennino dal tempo che è passato dall’ultima inchiostrazione, o quando mi viene una voglia matta di inchiostrare ma non di disegnare.

Serve anche per scacciare la noia a scuola, volendo: sempre che i vostri prof, come i miei, non si accorgano del pennino e della boccetta d’inchiostro che tenete sotto il loro naso mentre spiegano (e la sottoscritta si trova in prima fila quasi sempre, o comunque molto in vista :P ). Incredibile come poi le spiegazioni mi rimangano in testa anche se non prendo mezzo appunto… ma lasciamo perdere.

Questo esercizio mi è stato suggerito dalla mia insegnante di manga durante un corso estivo, e dopo averlo provato una volta l’ho trovato così divertente da volerne fare anche altri. Ma bisogna avere molta passione, e soprattutto molta pazienza.

L’idea di questo post mi è venuta giovedì quando ho iniziato a inchiostrare una tavola di Bakuman. L’esercizio infatti consiste in questo: bisogna scegliere un manga con dei disegni che vi piacciano particolarmente, autori con uno stile che vi piacerebbe poter imitare, o meglio assimilare; dopodiché, scelta una pagina da riprodurre, non resta che scannerizzarla, schiarirla e stamparla (o più semplicemente, fare una fotocopia schiarita). Ed ecco una tavola pronta per essere inchiostrata.

E’ anche importante non schiarire troppo, altrimenti si perdono i dettagli e si fa molta più fatica. Io solitamente scannerizzo e schiarisco con Photoshop, diminuendo l’opacità al 30% circa.

I pennini che utilizzo sono tipicamente giapponesi, di tre tipi: la G-pen, la maru-pen e il saji-pen. Dei pennini si possono trovare anche in Italia, basta andare in cartoleria o nei colorifici, ma secondo me non sono paragonabili a quelli giapponesi per qualità.

Il G-pen lo uso per i contorni e per le linee più marcate.

il saji per i balloon e per gli sfondi, e certe volte anche per gli effetti.

La maru-pen, invece, per tutto il resto: solitamente va usata per le linee più sottili, come le pieghe, i capelli, gli occhi. Tutti i dettagli più piccoli vanno fatti con la maru-pen.

Le parti nere le riempio con la fude-pen, una sorta di pennello con l’inchiostro inserito dentro; per la maggior parte dei neri però va bene anche un pennarellino (abbastanza fine)

Ho sempre trovato utilissimo questo esercizio: non solo aiuta a migliorare col pennino, ma ti costringe a osservare nei minimi dettagli ogni vignetta, abituandoti così alla cura dei particolari.

Vecchi miei esercizi simili: Saiyuki, Fullmetal Alchemist, Host Club (in particolare Hikaru e Kaoru XD)

Quindi ora non mi resta che augurarvi buon divertimento xD

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  • Grell_Sutcliffe

    mi piacerebbe poter usar g pen saji pen e maru pen ma di marca giapponese! posso sapere dove li hai acquistati? mi faresti un grosso favore ^^ grazie di tutto

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